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15 febbraio 2020

Sindacati, rottura unilaterale col questore

Polizia/2 Siulp, Fsp, Coisp e Siap annunciano "l'interruzione dei rapporti"

E’ completa rottura fra i sindacati e il questore di Catanzaro, Amalia Di Ruocco. In una missiva pubblica indirizzata allo stesso questore, infatti, i segretari provinciali Morabito (Siulp), Arcuri (Fsp Polizia di Stato), Maurotti (Federazione Coisp) e Nuzzello (Siap) hanno annunciato, dal prossimo lunedì 17 febbraio, “l’interruzione unilaterale di ogni rapporto istituzionalmente previsto con la Sua persona”.

A seguito della presentazione pubblica dell’ultimo bilancio sociale, i succitati sindacati di polizia hanno fortemente criticato la “gestione” della questura, attraverso la diffusione di comunicati con prese di posizione molto decise. Ieri l’ultimo passaggio, ancora più netto delle dichiarazioni precedenti. “Tale decisione  – scrivono al questore le organizzazioni di categoria – scaturisce dalle determinazioni irrazionali e incoerenti  assunte dalla S.V. sia nei riguardi di ogni sindacato qui rappresentato sia nei confronti del personale, di ogni ordine e grado, di questa provincia. Aver danneggiato e svilito, con il proprio fare quotidiano, il ruolo delle organizzazioni sindacali della Polizia di Stato nella provincia di Catanzaro e la dignità dei poliziotti rappresentati ha raggiunto il punto di non ritorno. In attesa che il ministro Lamorgese ponga fine a questa scellerata dirigenza che si potrae da più di 3 anni e che ha logorato sia i rapporti gerarchici sia le naturali relazioni umane tra poliziotti catanzaresi, queste organizzazioni sindacali, in rappresentanza della quasi totalità dei poliziotti di questa provincia, non parteciperanno ad alcun tavolo istituzionale che veda come controparte il questore Amalia di Ruocco. Non verranno di conseguenza forniti gli elenchi del personale che deve far parte delle commissioni consultive in tema di disciplina nè tanto meno si parteciperà ai tavoli di verifica e confronto previsti e convocati in ragione dell’art. 5 e 19 A.N.Q. La decisione, presa in segno di rispetto verso tutti i colleghi che quotidianamente, nonostante tutto, portano avanti la “baracca” per il solo spirito di “appartenenza alla divisa”, è irrevocabile in costanza della presenza del ruolo che Lei rivolge in questa provincia”.

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