Richiesta indennità per la Polizia di Frontiera

polizia di frontiera

Roma, 13 dicembre 2018         

                                                                                                                                          Direttore Ufficio   Relazioni Sindacali       
                                                                                                                                          Dipartimento della P.S.                                                                                                                                                                                                  Ministero dell’Interno                  Roma

Prot: 6.4/1134/VA/2018 OGGETTO: Richiesta di attribuzione di una indennità di Polizia di Frontiera

Direttore, 

Le scriviamo per valutare la possibilità di riconoscere un’indennità, diciamo extracontrattuale, di Polizia di Frontiera, al personale impiegato nei servizi in tale settore operativo. Secondo noi, questa eventualità, non può essere scissa, de iure condito, da un’opportuna disamina da parte dell’ufficio competente, almeno quello legislativo, in modo da valutare in prima analisi la situazione per poi collegarla con le necessarie iniziative anche alle condizioni di lavoro dei poliziotti. La richiesta può fondarsi, secondo noi, sui principi che sorreggono la specificità dei poliziotti, ex art.19 della legge 4 novembre 2010 n. 183, considerando tra l’altro, sia l’unicità d’impiego e sia la funzione espletata nei delicatissimi servizi affidati alla Polizia di Frontiera. La nostra argomentazione si sviluppa anche con riferimento al fatto che l’eventuale diniego a tale indennità fotograferebbe un’evidente sperequazione, senza neppure aver bisogno di richiamare le eventuali sofferenze previste sia dai contratti del comparto sicurezza, sia dalle rivendicazioni sindacali, facendo emergere, inoltre, la necessità di una visione paritaria con le altre specialità. Infatti, i poliziotti degli Uffici aeroportuali, portuali e della residuale frontiera terrestre, sono considerati, a oggi, in modo differente rispetto ai colleghi che prestano il loro servizio in altre specialità della Polizia di Stato, atteso che, al personale della Polizia Stradale, Ferroviaria e Postale, è riconosciuta un’indennità extracontrattuale, diciamo ad hoc.  Per mero tuziorismo si ricorda: a) Il Regolamento di cui al Decreto del Ministero dei Trasporti e dalla navigazione del 29 gennaio 1999, n. 85, con riferimento al codice della navigazione, emanato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modifiche, alla legge 5 maggio 1976, n. 324, recanti norme in materia di diritti per l’uso degli aeroporti aperti al traffico aereo civile la legge 13 maggio 1983, n. 213, con la  quale sono state apportate modifiche ad alcune disposizioni del codice della navigazione riguardante la navigazione aerea; b) L’articolo diciannove del decreto del Presidente della Repubblica 4 luglio 1985, n. 461, di recepimento nell’ordinamento interno dei principi generali dell’annesso XVII (sicurezza) alla convenzione che si riferisce all’aviazione civile internazionale, fatta a Chicago il 7 dicembre 1944; c) L’articolo 5 del decreto-legge 18 gennaio 1992, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1992, n. 217, recanti disposizioni urgenti per l’adeguamento degli organici delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e per il potenziamento delle infrastrutture, degli impianti e delle attrezzature delle Forze di polizia; d) L’articolo 13 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, recanti norme sulle società di capitale per la gestione dei servizi e per la realizzazione delle infrastrutture degli aeroporti gestiti anche in parte dallo Stato; e) Il regolamento emanato con decreto 12 novembre 1997, n. 521 del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro del tesoro, recanti norme di attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 10, comma 13, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, con cui è stata disposta la costituzione di società di capitali per la gestione dei servizi e infrastrutture degli aeroporti gestiti anche in parte dallo Stato; f) Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, di attuazione delle direttive 90/531/CEE e 93/38/CEE riguardanti le procedure di appalti nei settori esclusi; all’articolo 5, comma 1, lettera b), del predetto decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, il quale definisce l’ambito di applicazione del decreto medesimo; g) L’articolo 1, comma 5-ter, della legge 3 agosto 1995, n. 351, così come sostituito dall’articolo 2, comma 188, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, recanti disposizioni sui canoni per le concessioni alle società costituite ai sensi dell’articolo 10, comma 13, della legge 24 dicembre 1993, n. 537; h) L’articolo 17 della direttiva 96/67/CE del Consiglio del 15 ottobre 1996, in tema di accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della comunità, il decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, con cui è stato istituito l’Ente nazionale per l’aviazione civile, considerando la necessità di dare concreta attuazione all’articolo 5 della citata legge n. 217/1992, al fine di razionalizzare i servizi di controllo e l’impiego di personale delle forze di polizia in ambito aeroportuale; i) L’articolo 8 D.M. 29 gennaio 1999, n. 85,  che il Ministro dei trasporti e della navigazione determina, con apposito decreto, gli importi dovuti all’erario dal concessionario e quelli posti a carico dell’utenza che, effettivamente, ne usufruisce a copertura sia dei costi, sia come corrispettivo del servizio reso, di cui all’articolo 2, comma 1, del presente regolamento e dei D.M. 5 luglio 1999, il D.M. 11 maggio 2000, il D.M. 14 marzo 2003 e i tre D.M. 13 luglio 2005.

In sintesi possiamo dire che sono state istituite le cosiddette tax sicurezza e tax sicurezza bagagli di stiva in maniera da finanziare, se non erriamo, mediante la corresponsione in favore delle predette società, i costi delle guardie particolari giurate. Una somma per ogni biglietto aereo. 
Per tutto ciò, quindi, se già un provvedimento normativo consente che ci siano degli oneri imposti ai cittadini riguardanti dei costi per la sicurezza e che queste somme servano esclusivamente per finanziare società di diritto privato che, ad adiuvandum, peraltro non hanno alcuna attinenza con i servizi di sicurezza delle infrastrutture, è bizzarro comprendere che nulla possa essere destinato al Ministero dell’Interno per il potenziamento dei mezzi e per il legittimo riconoscimento di un’indennità di specialità del proprio personale. Peraltro, lo strumento legislativo che consente di migliorare le condizioni sia lavorative e sia remunerative della Polizia di frontiera è stato previsto con emanazione della Legge 16 gennaio 2003, n. 3. Infatti, l’art. 39 della Legge 3/2003 stabilisce che, nell’ambito delle direttive impartite dal Ministro dell’interno per il potenziamento dell’attività di prevenzione, il Dipartimento della pubblica sicurezza può stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati, in modo da fornire, con la contribuzione degli stessi soggetti, servizi specialistici finalizzati a incrementare la sicurezza pubblica. La contribuzione può consistere nella fornitura dei mezzi, attrezzature, locali, nella corresponsione dei costi aggiuntivi sostenuti dal Ministero  dell’interno, nella corresponsione al personale impiegato d’indennità commisurate a quelle vigenti per servizi analoghi o determinate con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la funzione  pubblica, sentite le organizzazioni sindacali del personale rappresentative sul piano nazionale. Quindi, di fatto, contempla la possibilità per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nell’ambito delle direttive impartite dal Ministro dell’Interno per il potenziamento dell’attività di prevenzione, di stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati in modo da fornire, con la contribuzione degli stessi soggetti, servizi specialistici, finalizzati a incrementare la sicurezza pubblica. Tale previsione quindi, secondo noi, costituisce e rafforza il fondamento giuridico del diritto alla corresponsione dell’indennità specialistica di frontiera. A sostegno della nostra tesi ricordiamo che, addirittura, in ambito aeroportuale, il personale della Polizia di Stato oltre a sovrintendere ai controlli di sicurezza espletati dalle guardie particolari giurate, compie servizio di vigilanza in tutte le aeree delle strutture aeroportuali.  In ultima analisi, a sostegno della fondatezza della nostra richiesta, si evidenzia che la strada del riconoscimento dell’indennità in oggetto è stata già percorsa dal legislatore. Infatti, ci sono stati atti sia il 6 giugno 2007, durante la XIV Legislatura, con Atto del Senato numero 1620,  sia poi il 25 luglio 2007, con la presentazione addirittura di un Disegno di Legge avente numero 1741, rubricato nel seguente modo: “Norme per l’introduzione di un’indennità per gli appartenenti alla Polizia di Stato in servizio presso gli Uffici Aeroportuali”. Infatti, le citate iniziative parlamentari miravano a una rivalutazione della tax sicurezza, peraltro specificamente prevista nella tabella contenuta nel citato decreto n. 85 del 1999, fino a un massimo di euro 3,50. Somma posta esclusivamente a carico del viaggiatore. Addirittura s’ipotizzò, anche, se ricordiamo bene, che al personale della Polizia di Stato in servizio presso gli uffici di polizia di frontiera fosse corrisposta un’indennità retributiva accessoria, liquidabile e pensionabile, denominata indennità di scalo, dell’importo di 200 euro mensili. L’indennità doveva essere finanziata con giuste convenzioni stipulate tra il Ministero dell’interno e le società di gestione aeroportuali, gravando finanziariamente sui capitoli di bilancio della tax sicurezza in relazione ai servizi erogati. In virtù di quanto esposto si resta in attesa di riscontro.

Il Segretario Nazionale                                                         Vincenzo Annunziata

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