Criticità Palestra - lettera al capo della polizia

palestra-judo

Signor Capo della Polizia,
mi corre l’obbligo di segnalarLe le innegabili problematiche che affliggono la Polizia di Stato nella provincia catanzarese e che rappresentano un allarmante segnale di disgregazione, determinando un forte calo di efficienza sotto il profilo del servizio di sicurezza pubblica, affinchè si possano attivare idonee iniziative di correzione.
Mi sono determinato in tal senso poiché ho dovuto prendere atto dell’impossibilità di poter gestire una qualsiasi forma di dialogo con l’attuale Questore, Dott.ssa Amalia Di Ruocco, dialogo che ho tentato, invano, di mantenere quanto più possibile proprio per consentire la risoluzione delle numerose problematiche che puntualmente sono state ignorate dal Questore Di Ruocco.
Ad onor di verità la particolare propensione della Di Ruocco a non saper interagire, purtroppo non solo all’interno della Questura ma anche con le altre Autorità ed Istituzioni locali, si è registrata anche rispetto ai rapporti con le altre O.S. evidentemente per una sua deformazione professionale che la porta a formalizzare il suo “mandato” soltanto mediante logiche ispettive e di perenne stato di inquisizione.
Soltanto chi è lontano dai problemi e dalle emergenze della Questura può non essersi reso conto dell’assoluta mancanza di serenità e benessere che si percepisce nei vari uffici della di Polizia.
Difatti, sono oggi consapevole e costretto a rappresentarLe che la Dr.ssa Di Ruocco ha condotto un’opera costante ed imperterrita di demolizione di un apparato, quello della Questura, che seppure sicuramente perfezionabile, funzionava sufficientemente bene e, quello che più conta, vi era garantito per il personale la certezza del diritto perché ognuno conosceva il proprio compito ed il lavoro si svolgeva in un clima di serena convivenza
Non è che la nostra Questura nel passato sia stata immune da problemi organizzativi o gestionali, che evidentemente, entro certi limiti, sono fisiologici per ogni struttura, ma dal momento dell’insediamento della Di Ruocco l’andamento dell’indice produttivo ha subito una tendenza negativa e questo nonostante l’apparente conoscenza delle emergenze che il Questore asseriva di dover affrontare e risolvere.
A distanza di oltre diciotto mesi però nulla è stato fatto anzi, i processi disgreganti hanno subito una forte accelerazione e, a dispetto di ogni buon proposito, sembra ora che il Questore abbia del tutto abbandonato l’idea di una gestione serena ed equilibrata e con essa anche le condizioni per un proficuo operare.
In buona sostanza, le strampalate e stravaganti iniziative del Questore hanno praticamente frantumato ogni settore della Questura, producendo effetti devastanti e che non hanno in alcun modo migliorato la qualità e l’efficienza. Al contrario, il comportamento del Questore è risultato del tutto irrispettoso nei riguardi del personale dipendente, caratterizzandosi per atteggiamenti inquisitori e di sopraffazione, tanto da determinare un clima di terrorismo psicologico e di conseguenza forte tensione e malumore tra tutto il personale.
In pratica continuo a registrare che il Questore con il suo agire riesce solo a trasmettere, anche ai suoi più stretti collaboratori, un perenne stato ansiogeno, sintomatico di una forte insicurezza nell’assumere decisioni rilevanti, che sicuramente non contribuisce ad individuare le strategie gestionali ed operative idonee a supportare l’attività della Questura.
Pur non volendo entrare, in questa sede, nello specifico delle questioni e delle cause che maggiormente hanno inciso sul decadimento e disfacimento generale dell’intero apparato di Sicurezza nella provincia, che sarà oggetto di dettagliata nota che Le invierò in seguito, mi preme, però al momento, entrare nel merito di una vicenda che, qualora ve ne fosse bisogno, è del tutto indicativa dell’incapacità con la quale la D.ssa Di Ruocco ha gestito la Questura, finanche nell’opera di devastazione delle attività ricreative e sportive che hanno sempre ricevuto considerazione e attenzione da parte dei vari Questori succedutisi nel corso degli anni.
Non è un mistero che l’attività fisica costituisce una delle più basilari funzioni umane. I benefici per la salute derivanti dall’attività fisica comprendono certamente un minor rischio di contrarre malattie cardiovascolari, statisticamente più presenti nella categoria. Quindi è un dato orami consolidato che l’attività fisica sia un impegno imprescindibile per un sano equilibrio psicofisico. Per i Poliziotti poi, in particolare, lo svolgimento di un costante addestramento fisico è ancora più necessario in considerazione dell’opportunità che esso offre per scaricare le tensioni e lo stress cui è sottoposto in relazione all’attività di servizio e per i livelli di efficienza fisica che tale attività richiede per poter essere espletata al meglio.
La dimostrazione di quanto appena detto è suffragata finanche dal nostro Regolamento di servizio ( DPR 782/85 ) che all.art. 77 prevede l’obbligo di cura e promozione dell’esercizio della pratica sportiva del personale in servizio da parte dell’Amministrazione con la predisposizione di adeguate strutture.
In ciò la provincia catanzarese, oramai da circa 20 anni allorquando è stata realizzata l’area del Polifunzionale, poteva essere considerata un’eccellenza nell’intero territorio calabrese in virtù del fatto che i vari Questori hanno sempre incentivato e sollecitato l’utilizzo della palestra esistente in quella struttura. Nel corso degli anni la gestione della palestra è stata sostanzialmente affidata alla sezione dell’ANPS catanzarese che ne ha curato l’addestramento, attivando collaborazioni con gruppi sportivi per attività di pallavolo, arti marziali e calcio, tutte in favore di ragazzini di giovane età. Un modo simpatico e moderno per dare sfogo a quel famoso slogan che vuole la Polizia tra la gente. Difatti, l’incentivazione di tali attività è stata possibile anche grazie al sostanziale e determinate contributo economico proveniente dalla possibilità di far entrare nella struttura del Polifunzionale figli minori di poliziotti e non, tutti rigorosamente tesserati ANPS e quindi identificabili ed in possesso dei minimi requisiti necessari per garantire l’accesso a strutture di Polizia. Ma, purtroppo, nessuno era in grado di prevedere l’arrivo a Catanzaro del Questore di Ruocco che con il suo insediamento, pian piano, grazie anche alla collaborazione di qualche suo zelante funzionario ed avvalendosi dell’inesperienza di qualche sindacalista, ha attivato una serie di iniziative e procedure mirate esclusivamente alla cancellazione e distruzione della palestra presso il Polifunzionale della Polizia di Stato. I primi segnali si erano già avuti nel decorso anno allorquando la Di Ruocco decideva di limitare drasticamente l’accesso alla palestra soltanto ai poliziotti ed ai parenti di primo grado di questi, costringendo i gruppi sportivi che si occupavano della gestione della pallavolo e delle arti marziali ad abbandonare la struttura. La scusa utilizzata per giustificare l’insana iniziativa era quella di garantire la sicurezza del Polifunzionale non potendosi soprassedere sul transito di cittadini che dovevano accedere all’interno della struttura per recarsi in palestra ed accompagnare i bambini. Francamente ci è apparsa sin da subito come una scusa non credibile in grado di coprire tanto quanto una “foglia di fico” considerato che all’interno della struttura del Polifunzionale tutte le mattine vi accedono e vi circolano liberamente centinaia di persone che devono recarsi presso gli uffici interni ed, in particolare, presso l’ufficio verbali della Polizia Stradale. Ed è proprio in questo caso, trattandosi di soggetti anche di etnia rom e /o pregiudicati, che si mina la sicurezza della struttura, valutato che nessuno impedisce loro di girovagare liberamente senza alcun controllo e/o vigilanza in una struttura immensa e dispersiva.
La Di Ruoccco, invece, per ciò che attiene i frequentatori minori della palestra si è ostinata nel voler applicare una limitazione che, di fatto, si è tradotta in un benservito per i gruppi sportivi che vi operavano, considerato che il solo accesso dei figli dei poliziotti non può in alcun modo garantire introiti economici tali da permettere di coprire le spese vive di gestione.
In quella fase, soltanto l’intervento di questa Organizzazione Sindacale induceva il Questore a soprassedere dal suo iniziale intendimento ed a concedere una proroga per la gestione della scuola calcio, seguita direttamente dall’ANPS tramite colleghi in servizio abilitati alle funzioni di allenatore, considerato che i campi di allenamento sono ubicati all’esterno della struttura.
Per concludere siamo arrivati ora al mese di giugno, data ultima in cui scade la proroga concessa all’ANPS che, nel frattempo, ha continuato a proprie spese a mantenere aperta la palestra, dove all’interno vi sono attrezzature anche di proprietà dell’Amministrazione, ad uso esclusivo dei colleghi in servizio. Le intenzioni del Questore Di Ruocco, espresse nell’ambito di una recente riunione di commissione paritetica presieduta dal Signor Vicario Dott. Montaruli, risultano essere quelle di indire una manifestazione di interesse per l’affidamento della gestione della palestra, nell’attesa, ancora, che il demanio comunichi l’esatta cifra economica da prevedere per il canone di locazione della struttura interessata. E’ emerso, inoltre, che il Questore è intenzionato a prevedere nella manifestazione d’interesse le limitazioni d’accesso alla struttura, rendendo assolutamente impossibile la partecipazione di qualsiasi società o gruppo sportivo. Ciò sarebbe come chiedere l’esercizio di un’attività lavorativa senza garantirsi nessuna possibilità di utili, anzi già prevedendo perdite ed anche sostanziose.
D’altronde non è un’eresia quella che vede la vicina Scuola Allievi Agenti di Vibo Valentia o altre caserme della Polizia di Stato sul territorio nazionale avere al loro interno palestre ben attrezzate che vengono gestite da associazioni esterne con la previsione anche di ingresso ai civili. In tal caso è d’obbligo che la gestione preveda una costante ed indispensabile funzione di controllo da parte dell’Amministrazione che ha tutti gli strumenti per codificare e controllare gli accessi esterni. Forse è proprio per tale motivo che la Di Ruocco preferisce evitare la gestione di qualsiasi materia che comporti assunzione diretta di responsabilità per il timore, evidentemente, di non essere in grado di gestire le problematiche annesse e connesse.
Non stiamo certo qui a dirLe che una siffatta condizione determinerà inesorabilmente l’abbandono ed il degrado di una struttura sportiva che nel corso degli anni è stata punto di riferimento per tantissimi giovani ragazzi oltre che il luogo principale dove i colleghi in servizio espletavano attività fisica indispensabile per la loro salute ed il loro benessere.
In ultima analisi sono qui a richiederLe, avendo avuto modo di apprezzare la Sua vicinanza agli uomini ed alle donne della Polizia di Stato, un suo autorevole e risolutivo intervento affinché la Polizia di Stato nella provincia catanzarese non debba più sopportare le forti lacune gestionali del Questore di Ruocco che stanno determinando un’importante perdita di immagine sull’intera cittadinanza.

Catanzaro 18 giugno 2018

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su skype
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

Ti potrebbero interessare:

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna su