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Dalla Segreteria Nazionale un Progetto di legge di iniziativa popolare:

Reato penale per chi aggredisce un poliziotto

     La crescente distanza del benessere economico fra i cittadini italiani e quelli europei arriva da lontano; e dipende, in estrema sintesi, dal fatto che il nostro Paese cresce ormai da decenni molto meno degli altri. Oggi la nostra priorità è il lavoro e la sicurezza nella sua accezione più ampia. La perdita dei nostri talenti, e la mancata valorizzazione delle eccellenze, generano un’emorragia costante di conoscenza e competenze preziosissime che finisce per contribuire solo alla crescita di altre nazioni.
     Negli ultimi mesi lo scenario europeo ha avuto un’evoluzione nuova. Pur non introducendo aspetti micro e macro economici collegati e collegabili a situazioni di causa di forza maggiore come la diffusione, ad esempio, dell’epidemia denominata “Covid 19” non possiamo esimerci dal dire che la pandemia va considerata per quello che è, ossia un fattore di tensione globale. Gli effetti soprattutto della pandemia hanno acuito una insofferenza nei confronti anche di coloro che svolgono un lavoro indispensabile. Le aggressioni alle forze dell’ordine, agli incaricati di pubblico servizio e a coloro che svolgono servizi di pubblica utilità sono notevolmente aumentate.
     Tutto ciò genera un senso di insicurezza sempre più diffuso al quale è urgente dare una risposta concreta. Giacché in ogni Paese democratico i cittadini misurano la capacità dello Stato di garantire la loro sicurezza proprio dalla velocità e
concretezza nel garantire le Istituzioni e di chi le rappresenta. È necessario intervenire legislativamente per rafforzare su vari fronti la percezione di sicurezza dei cittadini, attraverso la salvaguardia e la difesa di chi, ogni giorno, rischia la propria vita per assicurare le Istituzioni e l’intera collettività. L’allarme sociale conseguente al susseguirsi di eventi di gravissima efferatezza in danno delle forze dell’ordine, del personale sanitario nel sistema di lavoro pubblico e privato, degli insegnanti, degli autisti degli autobus e delle autoambulanze è diventato consuetudine sulla base di una totale impunità. Minacce, insulti e attacchi fisici ai servitori dello Stato che non consentono di lavorare in sicurezza e in serenità. Una deriva che può essere fermata solo attraverso l’introduzione anche per mere finalità dissuasive, di norme che colpiscono gli autori di tali fatti. In questa prospettiva, le misure di contrasto vengono individuate prevalentemente nell’ambito del diritto penale sostanziale e processuale, rinviando ad un ulteriore momento la predisposizione di un Piano straordinario contro l’aggressione e violenze alle Forze dell’Ordine. Il personale in servizio non si sente tutelato e per questa ragione invitiamo i cittadini a sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare del Siulp che si propone di tutelare tutti i lavoratori del comparto difesa e sicurezza e soccorso pubblico nonché i medici, gli infermieri, gli insegnanti e tutti i lavoratori del trasporto pubblico e privato.
     Il progetto di legge di iniziativa popolare è costituito da un articolo e prevede l’introduzione di un reato specifico.
Art 1: “Chiunque aggredisce fisicamente un appartenente alle forze dell’ordine e del soccorso pubblico o di un incaricato di pubblico servizio di pubblica utilità nell’esercizio delle sue funzioni, in deroga alle norme vigenti, soggiace alla reclusione in carcere o, in alternativa, alla misura dell’affidamento ai lavori sociali se non recidivo e se ha risarcito i danni prodotti”.
     Inoltre chiediamo che sia data esecuzione ad una modifica dell’articolo 83, della Legge 121/1981. Riteniamo che la modifica all’art. 83 della legge 121, che consente anche al personale in quiescenza la libertà di aderire ai sindacati di
polizia, è un fatto importante, storico ma non sufficiente a garantire il pieno diritto di cittadinanza alle donne e agli uomini della Polizia di Stato. Ecco perché reclamiamo che il Governo e il Parlamento, nell’ambito della discussione sul disegno di legge di riforma della rappresentanza militare, oltre al diritto alla sindacalizzazione delle forze di polizia militari e delle stesse forze armate, in tempo di pace, introducano una norma volta a superare completamente i vigenti
limiti sanciti dall’attuale art. 83 della legge 121, in modo da consentire anche per i poliziotti il diritto pieno alla libera sindacalizzazione.

Roma, 12 ottobre 2020
                                                                                                                             La Segreteria Nazionale

Chiediamo la massima collaborazione per una capillare divulgazione della proposta ed un fattivo contributo nella raccolta delle firme utilizzando l’apposito modulo che  è scaricabile cliccando sul link sottostante. I moduli compilati dovranno essere recapitati presso questa Segreteria provinciale.

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Modulo raccolta firme
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