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Lettera aperta al Sig. Questore

Egregio Dottor Finocchiaro,

nel rinnovarLe il nostro augurio di proficuo lavoro in questa sede, non possiamo non rimarcare che i Colleghi tutti ci segnalano come sia cambiato il clima surreale, inquisitorio e disfattista che in tempi molto recenti sono stati costretti a subire e non per loro individuale o collettiva responsabilità, bensì da un’approssimazione ed un’oppressione gestionale che mai si aveva avuto modo di riscontrare a queste latitudini. Il confronto dialettico che auguriamo potrà contraddistinguere la Sua gestione in questa realtà, non potrà che portare giovamento non solo agli obiettivi istituzionali che il suo ruolo Le impone, quanto potrà cogliere la qualità umana, prima che professionale, che i Poliziotti in servizio in questa Provincia posseggono e che sono lieti di mettere a disposizione, con fierezza, al servizio dell’Istituzione.

Se il buon tempo si vede dal mattino, non possiamo che renderLe merito che comunque i Colleghi vivono attualmente la loro professione con la necessaria serenità e con elevato senso di responsabilità pur con le contingenze che, ahinoi, ci vedono comunque protagonisti nell’attuale costrizione pandemica. Pur tuttavia vogliamo riconoscerLe il nostro plauso per la determinazione e la tempestività con cui Ella, ed il Vicario quale suo più stretto collaboratore, sia riuscito a dirimere l’annosa controversia che vedeva molti Colleghi penalizzati per il mancato riconoscimento del buono pasto. E’ un concreto e primo segnale di un’inversione di tendenza nella gestione dell’apparato che fa ben sperare nella risoluzione di altre situazioni che meritano la Sua autorevole quanto competente attenzione. Nonostante il drammatico momento che sta attraversando il Paese che limita fortemente i rapporti “ravvicinati”, non possiamo esimerci dal doverLe rappresentare talune criticità che si trascinano da tempo e che sono meritevoli di un’analisi condivisa per la loro soluzione.

Tra le tante questioni sospese ed i disastri lasciati dalla precedente gestione riteniamo di prospettarLe quelle che al momento appaiono di una più urgente attenzione, alcune delle quali potranno trovare soluzione in concomitanza delle prossime assegnazioni che consentiranno di registrare un consistente aumento d’organico della Questura.

Ad onor di verità la Questura di Catanzaro negli ultimi due anni ha registrato già un considerevole incremento d’organico. Non stiamo certo qui ad analizzare le scellerate ed incomprensibili decisioni assunte in occasione delle movimentazioni disposte localmente in questi ultimi due anni. Certo è che l’assoluta incapacità nel saper ponderare carichi di lavoro, competenze ed organici delle varie articolazioni ha avuto, di fatto, quale unica conseguenza l’attuazione di scelte miopi e sconsiderate che hanno determinato sbilanciamento negli organici, oltre a non riuscire ad accontentare le aspettative di quasi tutti i soggetti in campo.

Strana combinazione ha voluto che a farne le spese sono state proprio quelle articolazioni maggiormente impegnate nelle attività info-investigative e di controllo del territorio. Riteniamo che le “nuove e fresche” immissioni di Agenti, i cui tempi potranno avvenire in modo differito e cadenzato a causa dell’emergenza covid-19 in atto, saranno un’occasione imperdibile per ripianare e riassettare gli organici sulla base di criteri oggettivi e non parziali, se non addirittura vaneggianti e sconclusionati, come attuato in precedenza. Sarà anche un’opportunità per dare corso alle aspettative di quei colleghi più anziani che da tempo sono in attesa che vengano esaudite le loro aspirazioni, avendo attenzione nei riguardi di quei colleghi impiegati in settori ove sono previsti orari continuativi.

In tal senso, Signor Questore non abbiamo alcun dubbio nell’affermare che l’Ufficio che maggiormente ha pagato l’inadeguatezza gestionale di chi l’ha preceduta è stato il Commissariato di Lamezia Terme. Non vogliamo, al momento, dilungarci sul contesto territoriale lametino fortemente e storicamente influenzato dalla pervasiva presenza di numerose ed agguerrite cosche di ndrangheta. Erano questi evidentemente concetti sconosciuti a chi l’ha preceduta. Dato inconfutabile è che, nonostante il notevole incremento d’organico registrato dalla Questura, neanche una minima percentuale è stata destinata, negli ultimi tre anni, all’unico Commissariato Distaccato presente in provincia. Peraltro, proprio nelle ultime movimentazioni disposte dal Ministero, dall’Ufficio in parola è stato disposto il trasferimento ad altra sede di ben cinque unità, demandando giustamente a Lei la predisposizione dei provvedimenti nei quali sostituire le “uscite”. Al riguardo riteniamo, anche in considerazione della documentata penalizzazione che il predetto Ufficio ha subito in questi ultimi anni, che sia necessario assegnare al Commissariato un numero di colleghi ben più consistente delle sole “uscite”, consentendo in tal modo di soddisfare le richieste dei colleghi interessati ad essere assegnati in tale sede. Analogamente si ravvisa la necessità di intervenire rimpinguando gli organici della Squadra Mobile, della Digos, dell’U.P.G. e S.P. e dell’Ufficio Immigrazione, tutte articolazioni sovraccaricate da competenze e carichi di lavoro al limite della sostenibilità.

Ulteriore questione meritevole di una urgente trattazione e che può essere affrontata nel medesimo contesto è quella relativa all’impiego degli Ispettori “capi turno” dell’U.P.G. e S.P.. Ancora una volta dobbiamo fare riferimento alle esecrabili decisioni assunte dal Suo predecessore che ha preteso a tutti i costi, con la solita arroganza ed inconsistenza progettuale, la presenza stabile degli Ispettori all’interno della Sala Operativa. In pratica lamentiamo l’inutilità di siffatta organizzazione poiché l’Ispettore “Capo Turno”, nonostante le numerose consegne affidategli, viene impiegato in compiti non confacenti la sua figura professionale che risulta fortemente demansionata. E’ augurabile, difatti, consentire loro di svolgere, con l’assegnazione di un conducente, le funzioni di “Beta” in modo tale da riuscire ad ottemperare ai compiti di coordinamento previsti, assicurando anche la presenza di una ulteriore pattuglia sul territorio.

Altro argomento sul quale, a parere di questa O.S., è opportuno focalizzare la Sua attenzione è connesso alle conclamate problematiche registrate nella predisposizione e gestione dei servizi generici e di O.P. della Questura. Eppure l’Ufficio deputato a tali servizi è stato particolarmente “attenzionato” tanto da ricevere un cospicuo incremento d’organico rispetto al passato, forse anche in modo eccessivo. Ciò, però, non ha avuto l’impatto positivo previsto tanto che al suo interno si registra un’eccessiva promiscuità nell’adozione di orari di servizio continuativi e non continuativi per cui non si riesce più a comprendere la tipologia oraria prevista per quel delicato ed importante Settore. In proposito, nello spirito collaborativo che ha sempre contraddistinto questa O.S., le sottoponiamo la stessa proposta fatta in più circostanze a chi l’ha preceduta: istituire un nucleo di O.P. all’interno dell’Ufficio Servizi  – concordando anche orari in deroga –  a cui assegnare un numero di colleghi da impiegare per i servizi di O.P. ed, in mancanza di ciò, in attività di controllo del territorio e/o notifica atti. Ciò consentirebbe di raggiungere una serie di importanti obiettivi: sgravare le Divisioni dal continuo impiego di personale in OP durante la settimana; disporre di un’aliquota di Personale prontamente impiegabile difronte alle diverse esigenze della Questura e consentire un impiego ottimale anche per quei colleghi che, per diversi motivi, non sono impiegabili in orari serali e notturni (  art.12 ANQ – Legge 104 etc. etc.. ).

Ultima problematica, non per questo meno importante, che vogliamo sottoporre alla sua attenzione consiste nella necessità di dare una maggiore dignità logistica ai colleghi della Squadra Mobile. Veda, Dottor Finocchiaro, anche su tale profilo vi è ampia documentazione attestante di come l’azione del Siulp è stata sempre connotata da elementi costruttivi e non dettata da opportunismi d’assalto, diversamente da chi, invece, è rimasto a guardare mantenendo un atteggiamento “servile e collaborazionista”. Infatti la realizzazione di una nuova area destinata al “Nucleo Artificieri” è stata attuata, a malincuore, da chi l’ha preceduta soltanto perché costretta dalla caparbia e determinata “vertenza” avviata dal Siulp che ha coinvolto l’Ufficio di Vigilanza del Servizio Ispettivo Dipartimentale e che, se non affrontata, sarebbe confluita negli Uffici di Procura. Ciò ha permesso di liberare alcuni locali poi assegnati ai colleghi di una sezione della SCO che in precedenza operavano in condizioni logistiche “indegne”. Tuttavia, attualmente gran parte dei colleghi della Squadra Mobile soffre il forte disagio di dover lavorare, anche per un numero di ore superiore alla media giornaliera, in locali sovraffollati e le cui caratteristiche appaiono certamente al di fuori dei dettami previsti dalla normativa in materia. Siamo consapevoli di come tale questione non sia affrontabile nell’emergenza attuale, ma abbiamo voluto sottoporla alla Sua attenzione perché possa ponderare eventuali soluzioni anche sulla scorta di una rivisitazione complessiva degli spazi occupati che tenga in debito conto delle esigenze effettive dei diversi Uffici, rapportandole alle diverse realtà operative.

I punti sopra esposti non sono che un initium delle tante emergenze che patisce l’apparato, principalmente per l’assenza di una visione logico-gestionale di chi l’ha preceduta. Ci siamo limitati a segnalarLe le situazioni che necessitano di una più urgente presa di cognizione, proprio perché consapevoli del delicato momento storico che Lei, l’Istituzione ed i Colleghi tutti siamo chiamati a fronteggiare senza “se” e senza “ma”. Abbiamo ritenuto comunque di rappresentarLe le suddette problematiche perché consapevoli della loro incidenza sulla produttività generale dell’Istituzione e per la possibilità che Ella possa valutarne la congruenza anche in una fase così complicata. Avremo modo, in tempi migliori, di affrontare tutte le altre situazioni sul tappeto e che ci riserviamo di segnalarLe non appena l’attuale emergenza volgerà verso il suo superamento. Come ha modo di rilevare Sig. Questore, la nostra azione non è fine a sé stessa, ovvero rivolta a conseguire interessi personali di bottega. Noi perseguiamo, ed in ciò i Colleghi sono la nostra “batteria”, il fine della tutela dei lavoratori della Polizia di Stato in servizio nella Provincia di Catanzaro, iscritti e non. Non apparteniamo a quel modo di fare Sindacato arroccato nel ghetto della propria singolare collocazione politica, barricata nell’esperienza professionale di una visione schematica e gerarchica del proprio ruolo, su temi che rincorrono compiacimenti più che adesioni. Lasciamo a costoro che sia la Storia a rendere giustizia. Noi siamo pronti ad intraprendere un percorso dialettico basato sul reciproco rispetto dei ruoli, riguardosi delle Sue prerogative ma fortemente consapevoli delle nostre e disposti ad avvalercene ed a difenderle con ogni mezzo lecito. Ed infatti, su una cosa saremo intransigenti, così come lo siamo stati sinora, la tutela dei lavoratori di Polizia, il loro rispetto come persone in primo luogo e come professionisti della sicurezza dopo.

Buon lavoro a Lei e legittimazione professionale agli Operatori di Polizia in servizio nella provincia di Catanzaro.

 

Catanzaro 22 Aprile 2020

 

La Segretaria Provinciale

 

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