Corte dei Conti sent. n. 2398/06

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Pensione privilegiata: sì alla “privilegiata” per il dipendente che abbia subito menomazioni dell’integrità personale che lo abbiano reso inabile al servizio.

La Corte dei Conti, infatti, ha ribadito che, ai sensi dell’art. 64 DPR n.1092/73, ha diritto a conseguire la pensione diretta di privilegio il dipendente che, per infermità determinate unicamente da causa ovvero da concausa necessaria e preponderante di servizio, abbia subito menomazioni dell’integrità personale che lo abbiano reso inabile al servizio. In ordine all’accertamento della necessità del requisito della “inabilità al servizio” bisogna far riferimento all’art. 67 c. primo, T.U. 1092/73 che dispone che “ al militare le cui infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio, siano ascrivibili ad una delle categorie della Tab. A annessa alla 313/68 e non siano suscettibili di miglioramento , spetta la pensione”. La fattispecie, pertanto, è sottoposta alla disciplina contemplata dall’art. 5 c.VI del D.L. 21/9/87 n. 387 conv. In L 472//87 che statuisce:”al personale della Polizia di Stato continuano ad applicarsi, ai fini dell’acquisizione del diritto al trattamento di pensione privilegiata, le norme previste per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamento militari”. Ne consegue che non assume rilievo la circostanza (peraltro neppure invocata da parte dell’Amministrazione convenuta) secondo cui la L. 121 dell’1/4/81 nel qualificare “civile” l’Amministrazione della Pubblica Sicurezza ha stabilito che : “al personale appartenente ai ruoli dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, per quanto non previsto dalla presente legge, si applicano, in quanto compatibili, le norme relative agli impiegati civili dello Stato”. (Sent. 2398/2006 del 2/11/2006 – sezione giurisdizionale per la regione Lazio)

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