Comm/to di Lamezia Terme - Grave carenza organico

Polizia di Stato - Commissariato di Lamezia Terme

Imbarazza a scrivere di sindacato in un luogo di lavoro dove i colleghi si prodigano per garantire la sicurezza ai cittadini senza risparmiarsi su nulla. E’ imbarazzante per un sindacalista recarsi in un Ufficio o svolgere un’assemblea per relazionarsi con i colleghi e sentire avanzare come unica richiesta la possibilità di lavorare. In tal senso emblematica è la condizione lavorativa che si registra nel Commissariato di P.S. di Lamezia Terme. Non è un caso che continuano a giungere reiterate lamentele da parte del personale in organico al detto commissariato determinate da un incancrenita carenza di organico che sta provocando quotidiane ed oggettive difficoltà. Se da una parte, infatti, l’organico del commissariato non registra – ormai da troppo tempo – incrementi di organico, dall’altra aumentano le incombenze ed i carichi di lavoro e ciò, ovviamente, sta portando al collasso dell’intera struttura.
Eppure il centro lametino è oggi, per numero di abitanti, la terza città calabrese. Non è un mistero, peraltro, che rappresenti il centro nevralgico di illeciti interessi da parte di cosche di ndrangheta di primo livello. Lo insegna la storia criminale di Lamezia connotata da guerre di mafia che nel corso degli anni si sono verificate con cadenza e crudeltà impressionante. Tutto questo dovrebbe bastare per essere di per sé un territorio sul quale focalizzare la massima attenzione.
Ma evidentemente non si vuole prendere atto e constatare che si tratta di  un ufficio di polizia dove è presente ed attivo il servizio “113” con annesso servizio di volante la cui attività giornaliera impegna una cospicua parte dell’organico.
A ciò devono aggiungersi, oltre alle attività burocratiche necessarie per gestire un Commissariato distaccato, tutti i servizi al cittadino che vanno dalla polizia amministrativa e passano attraverso le attività connesse alla gestione degli immigrati sino ad arrivare alla polizia anticrimine.
Inoltre non possono non evidenziarsi le gravi carenze organiche presenti nel settore investigativo e di polizia scientifica che, ad oggi, vengono superate soltanto grazie allo spirito di abnegazione e di attaccamento al dovere dei singoli colleghi che vi prestano servizio.
Come se ciò non bastasse occorre tenere presente le crescenti esigenze di ordine pubblico che sono in gran parte demandate ad un piccolo nucleo di operatori del settore Uigos ( soltanto tre unità ). Peraltro l’imminente arrivo del periodo connesso con la fruizione dei congedi ordinari stride con questa situazione insostenibile tanto da determinare forte nervosismo e malessere tra il personale.
Proprio in ragione di ciò abbiamo evidenziato la gravità della situazione in una recente riunione convocata dall’Amministrazione proprio per affrontare la situazione del Commissariato di Lamezia Terme. In quella sede abbiamo, a gran voce, rappresentato la nostra assoluta contrarietà rispetto alle ultime decisioni assunte dal Questore Di Ruocco che non ha inteso in alcun modo destinare alcuna unità al detto Ufficio in occasione delle ultime movimentazioni ministeriali disposte nel mese di aprile.
Addirittura la Di Ruocco è intervenuta revocando aggregazioni disposte nei mesi precedenti, dimostrando la sua totale indifferenza rispetto alle esigenze del commissariato, determinando gravi ripercussioni, in particolar modo, al delicato settore del controllo del territorio che non è in grado di garantire la costante presenza di un numero adeguato di pattuglie.
Eppure sarebbe bastato dare anche un piccolo segnale di attenzione ai tanti colleghi che quotidianamente si sacrificano anche svolgendo turni di servizio in violazione degli accordi contrattuali.
Ma evidentemente l’attuale Questore, oltre a non avere evidentemente contezza e conoscenza delle esigenze di sicurezza richieste dalla cittadinanza lametina, non dimostra alcuna considerazione per gli uomini e le donne in servizio al Commissariato.
E’ una  mancanza di attenzione che è attestata anche dalla strana circostanza che ha visto la Di Ruocco non predisporre mai alcuna assegnazione all’Ufficio lametino nell’arco dell’intero suo “mandato” ( che dura oramai da ben 1 anno e mezzo ), se non in casi del tutto rari ed eccezionali che, comunque, sono stati disposti con provvedimenti di aggregazioni per brevi periodi, nonostante vi sia personale che da tempo ha richiesto di essere assegnato a quel Commissariato

Catanzaro 15 giugno 2018                                                                      IL SEGRETARIO PROVINCIALE GENERALE
                                                                                                                                     Gianfranco Morabito

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