Logo webOggi

CAOS IN QUESTURA A CATANZARO - I SINDACATI CHIEDONO AL MINISTRO LAMORGESE DI RIMUOVERE IL QUESTORE DI RUOCCO

Venerdì 14 Febbraio 2020 16:15 di Redazione WebOggi.it

Prosegue ad oltranza la guerra tra i sindacati di polizia e il Questore Amalia Di Ruoco, alla quale viene contestato di aver immobilizzato di fatto l’attività amministrativa della Polizia della provincia di Catanzaro.

I precursori  di questa battaglia sono stati il segretario nazionale dell’FSP Giuseppe Brugnano e il segretario provinciale del SIULP Gianfranco Morabito, ai quali si è poi aggiunta la quasi totalità dei sindacati.

Oggi le segreterie provinciali SIULP FSP COISP e SIAP hanno comunicato con una missiva ufficiale al Questore di Catanzaro Amalia Di Ruocco “l’interruzione di ogni rapporto istituzionalmente previsto con a sua persona a partire dal 17 febbraio 2020”.

Tale decisione – si legge nella lettera – scaturisce dalle determinazioni irrazionali e incoerenti assunte dalla S.V., sia nei riguardi di ogni Sindacato qui rappresentato sia nei confronti del personale, di ogni ordine e grado, di questa provincia. Aver danneggiato e svilito, con il proprio fare quotidiano, il ruolo delle Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato nella provincia di Catanzaro e la dignità dei Poliziotti rappresentati ha raggiunto il punto di non ritorno.

In attesa che il Ministro LAMORGESE ponga fine a questa scellerata dirigenza che si protrae da più di 3 anni e che ha logorato sia i rapporti gerarchici sia le naturali relazione umane tra i poliziotti catanzaresi, queste OO.SS., in rappresentanza della quasi totalità dei Poliziotti di questa provincia, non parteciperanno ad alcun tavolo istituzionale che veda come controparte il Questore Amalia Di Ruocco.

 

Non verranno di conseguenza forniti gli elenchi del personale che deve far parte delle commissioni consultive in tema di disciplina né tantomeno si parteciperà ai tavoli di verifica e confronto previsti e convocati in ragione dell’artt.5 e 19 A.N.Q.

 

La decisione, presa in segno di rispetto verso tutti i colleghi che quotidianamente, nonostante tutto, portano avanti la “baracca” per il solo spirito di “APPARTENENZA ALLA DIVISA”, è irrevocabile in costanza della presenza del ruolo che Lei rivolge in questa provincia.

Torna su