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Giustizia è fatta!! Il C.d.S. riconosce l'applicazione dell'art. 42 bis D.lgs 151/2001 anche ai poliziotti.

Necessario ricorrere alla Magistratura ( Tar e Consiglio Di Stato ) per garantire i diritti dei Poliziotti

     Le conquiste sindacali ottenute nel corso degli anni successivi alla smilitarizzazione della Polizia di Stato che oggi permettono anche ai Poliziotti di usufruire dei benefici di Legge previsti nel settore del Pubblico Impiego, sembrano non esser ancora contemplate o non percepite dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza e da una parte della classe Dirigenziale che continua ad esercitare azioni vessatorie nei confronti dei Poliziotti. 

   E’ il caso di quanto avvenuto nei confronti del collega G.N., Assistente Capo della Polizia di Stato in servizio all’Ufficio Immigrazione della Questura di Catanzaro. Il collega, difatti, nel mese di gennaio del 2018 ha richiesto di usufruire dell’istituto della mobilità dei dipendenti delle Amministrazioni pubbliche, disciplinato dall’art. 42 bis del D.Lgs. n. 151/2001; tale norma obbliga le Amministrazioni Pubbliche ad assegnare temporaneamente il dipendente in una sede vicina alla residenza del suo nucleo familiare nei primi tre anni di vita del figlio minore.

    Dopo circa cinque mesi l’Amministrazione emetteva provvedimento definitivo di diniego. Proprio l’irragionevolezza e non veridicità delle motivazioni esposte in tale ultimo atto hanno convinto questa Segreteria a sostenere legalmente il collega nell’iter amministrativo.

     Infatti, le motivazioni addotte nel diniego – del tutto omologato al parere negativo del Questore di Catanzaro –, risultavano pretestuose ed assolutamente in contrasto con i principi stabiliti dalla Legge in materia, oltre che non corrispondenti al vero in relazione alla specifica attività burocratica svolta dal collega che nulla aveva a che fare con il contrasto alla criminalità organizzata ed alle esigenze di controllo del territorio paventate nell’atto di diniego.

      In ragione di ciò e grazie anche al fattivo ed indispensabile supporto tecnico fornito dalla Segreteria Nazionale del SIULP che ha messo a disposizione il proprio legale, Avvocato Pietro Barbaro del Foro di Reggio Calabria (patrocinante in Cassazione), veniva presentato ricorso al Tar della Calabria, competente in materia.

     Dopo ben due sentenze emesse dal Tar catanzarese che riconoscevano in pieno le argomentazioni esposte dal ricorrente- circa l’illegittimità del provvedimento, la violazione e falsa applicazione della normativa, nonché l’eccesso di potere applicato dall’Amministrazione anche per il travisamento dei fatti e la carenza di motivazioni -, finalmente nel mese di aprile del 2019 il collega veniva aggregato in una sede sita a poca distanza dal luogo di residenza del suo nucleo familiare.

Nonostante ciò, l’Amministrazione persisteva nel suo intento senza tener in alcun conto sia i contenuti delle due pronunce del Tar catanzarese e sia le esigenze familiari del collega, decidendo di ricorrere al Consiglio di Stato.

Proprio il 10 febbraio scorso, il Consiglio di Stato metteva la parola fine al calvario a cui è stato sottoposto il collega, riconoscendo l’assoluta incongruenza del ricorso proposto dall’Amministrazione e sancendo definitivamente il diritto all’aggregazione per tre anni del collega, così come previsto dall’art. 42 bis del D.Lgs. nr. 151/2001.

Nell’esprimere un sentito ringraziamento all’avvocato Pietro Barbaro e alla Segreteria Nazionale per il supporto ricevuto, non si può che evidenziare la soddisfazione per l’enorme risultato raggiunto poiché contribuisce a fortificare l’azione sindacale tesa esclusivamente a contrastare gli abusi e gli eccessi di potere che l’Amministrazione pone in essere nei confronti dei Poliziotti.

Oltretutto questa sentenza costituisce un precedente di estrema importanza per tantissimi colleghi che si trovano in simili condizioni. Nello stesso tempo dovrebbe pure rappresentare un monito per il Dipartimento di P.S. e per i vari Questori che dovrebbero perciò essere indotti ad una maggiore riflessione nel trattare casi analoghi.

A noi rimane il piacere e l’orgoglio di aver operato bene nella difesa di un sacrosanto diritto e di aver quindi contribuito a ridare serenità e felicità al collega e alla sua famiglia.

 

Catanzaro 11 Febbraio 2020

 

  Il Segretario Provinciale Generale
        Gianfranco Morabito

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